first_image

Storia

La storia

Alle falde delle colline di Macugnano, nel Canavese, si trova Agliè, antica cittadina resa illustre, nel corso della sua storia, da personaggi quali Filippo d'Agliè e Guido Gozzano.
Secondo il glottologo Giovanni Domenico Serra, il toponimo Agliè deriverebbe dal nome di un colono romano Allio, quindi Alliacus (terra di Allio), poi per successive trasformazioni Alladium, quin Agladium.


Altre ipotesi fanno derivare il toponimo da Ala Dei (ala di Dio), poiché la pianta del castello originario richiamava la forma di un'ala spiegata verso levante, "da cui sorgerà il vero sole a rischiarare il mondo della pace".


Il nucleo primitivo, di origine romana, era probabilmente situato sulle colline nella frazione di Santa Maria delle Grazie, già ricordato in documenti del 1019 come Macuncianum (Macugnano), come dipendenza dell'Abbazia Fruttuaria di San Benigno.


A quel tempo Agliè era un castello eretto per difendere Macugnano. Successivamente Agliè prese il sopravvento su Macugnano (l'altro centro di Cassadio, ora scomparso) per la sua posizione fortificata.


Agliè compare nei documenti per la prima volta nel 1141: i feudatari del Canavese si divisero il territorio e il paese divenne una delle terre dei San Martino di Rivarolo e di Agliè. I tre centri si riunirono poi a scopo difensivo in un'unica Comunità che nel 1259 rientra nei possedimenti dei San Martino


Forse meglio governata di altre città e paesi, Agliè non partecipò al Tuchinaggio, rivolta popolare antifeudale e antisavoiarda del secolo XIV, tra il 1386 ed il 1391. Il paese subì però le conseguenze delle lotte fra i guelfi San Martino d'Agliè e i ghibellini, Conti di Valperga. Intorno alla metà del XIV secolo il paese fu saccheggiato per due volte da mercenari che risparmiarono il castello.


L'imperatore Carlo V, nel 1355, donò ai marchesi di Monferrato molte terre fra cui Agliè.
Tuttavia continuarono violenti contrasti tra i feudatari canavesani e Agliè ne subì le conseguenze: razzie, incendi e devastazioni si susseguirono per anni.


Nel 1391 arrivò, per merito dei Savoia, la pace. Gli alladiesi chiesero ai loro signori, i Conti di Agliè, alcuni privilegi e concessioni e li ottennero per la fedeltà dimostrata ai loro feudatari al tempo del Tuchinaggio. Nel 1448 vennero concessi gli statuti comunali i cui testi sono tutt'ora conservati nell'archivio del municipio. Con i Savoia crebbe l'influenza dei Conti di Agliè, che estesero i loro poteri su Bairo, Torre, Ozegna, parte di Pont, Salto, Rivarolo e Castelnuovo. Agliè subì le conseguenze della guerra tra Savoia e Francia, avvenuta dopo la metà del XVI secolo. Quando, nel 1561, la pace fu ristabilita, i Conti suoi signori giurarono fedeltà al Duca Emanuele Filiberto di Savoia.


Personaggio centrale della storia del paese fu il Conte Filippo San Martino di Agliè, colto letterato, coreografo e politico insigne, nato nel 1604. Intrapresa la carriera delle armi, nel 1630 divenne luogotenente della Compagnia delle Corazze di Vittorio Amedeo I.


cartina filippo san martino


Questi morì nel 1637 ed essendo suo figlio Carlo Emanuele II troppo giovane per la successione, la madre Cristina di Francia, figlia di Maria dei Medici ed Enrico IV, assunse la reggenza. La corte ducale si divise in due frazioni: madamisti e principisti. Filippo fu madamista e divenne ministro, consigliere personale e favorito di Cristina. Per le doti diplomatiche e politiche di lui, Carlo Emanuele II riuscì a mantenere il trono. Per il sostegno dato al giovane Duca, Filippo si inimicò parecchie persone tra cui il Richelieu che lo fece arrestare nel 1640. Alla morte del cardinale, Filippo fu liberato ma abbandonò la politica ritirandosi a vita privata nel Castello di Agliè, dedicandosi al suo restauro e ampliamento tale da trasformare la residenza fortificata in sontuosa dimora patrizia, degna dell'alto rango sociale del proprietario.


Immagine


Dal 1642, su progetto che la tradizione non documentata affida all'architetto ducale Amedeo Cognengo di Castellamonte - il famoso architetto che, fra l'altro, progettò insieme al figlio Carlo la struttura della Torino della sua epoca - venne traformato in un fastoso, imponente palazzo dove ricevere principi e regnanti, tra cui naturalmente Cristina di Francia. Morì nel 1667. Il Castello venne ancora distrutto dalle soldatesche frencesi comandate dal La Feuillade nella campagna del 1706 nel periodo dell'assedio di Torino. Per circa 100 anni dopo questo evento nessun lavoro venne eseguito nel castello, se si esclude la scala del Michela nel 1724.
Nel 1764 il feudo di Agliè venne acquistato da Carlo Emanuele III che lo diede in appannaggio al suo secondogenito Benedetto Maria Maurizio, duca del Chiablese. Questi incaricò l'architetto di corte Ignazio Birago di Borgaro di ricostruire e ampliare il castello che subì modifiche sostanziali sul lato verso la piazza. Tra il '67 e il '75 vennero costruite la galleria che collega il castello alla chiesa, la chiesa stessa col campanile che sostituì la precedente vecchia torre civica. Il Parco è il risultato di due differenti fasi, la prima settecentesca a cui risale l'Esedra della Fontana dei fratelli Collino; la seconda ottocentesca caratterizzata d adattamenti "all'inglese"; ha un'estensione di circa trenta ettari, attarversato da sette chilometri di viali e sentieri, ricco di piante centenarie. Il progetto è attribuito a Michel Bernard, per la parte settecentesca; la successiva trasformazione a Xavier Kurten. Durante la dominazione napoleonica, Agliè fu invaso dai francesi nel 1796, e il castello fu spogliato di mobili e suppellettili. teatroCon la Resturazione il Castello nel 1814 ritornò ai Chiablese. Finita l'era bonapartista, Carlo Felice prese possesso nel 1825 del castello alladiese, facendolo restaurare dall'architetto Borda di Saluzzo che costruì all'interno un piccolo teatro. Con la morte del Re, la Regina vedova Maria Cristina di Borbone divenne l'usufruttuaria, ed alla sua morte (1849) la proprietà passò al secondogenito di Carlo Alberto: Ferdinando, Duca di Genova. Nel 1939, dopo anni di lunghe trattative con aspiranti acquirenti, i principi di Savoia-Genova vendettero allo stato il complesso del castello.


La cittadina che conta oggi una popolazione di oltre 2600 abitanti ha una posizione di notevole importanza nell'economia agraria e industriale; pregiata è la produzione di vino Erbaluce delle sue colline. Centro commerciale e turistico di buona affluenza, specie dopo le riprese televisive della fiction "Elisa di Rivombrosa", che hanno avuto risonanza a livello nazionale, ebbe in passato anche importanza nel settore industriale, in particolare di quello del tessile partecipando a partire dal 1700 all'attività tipicamente piemontese della produzione della seta. Verso la metà del 1800 il Setificio di Aglié dava lavoro a circa 400 dipendenti. Nella seconda metà del secolo, nel 1883 sorse un'altra importante industria tessile, la stamperia Blumer che nel 1896 diventò poi la tessitura De Angeli-Frua che agli inizi della seconda guerra mondiale arriverà ad avere oltre 1500 dipendenti. Con la crisi del settore tessile chiuderà i battenti nel 1952 per essere acquistata nel 1955 dalla Olivetti che vi impiantò un'attività meccanica di alta tecnologia. Le vicende della Olivetti e del settore elettronico ha coinvolto pesantemente Aglié riducendo drasticamente il numero degli addetti; ma sussistono ancora aziende minori dei settori meccanici e elettronici.


La cittadina di Aglié è celebre per il suo Palazzo Ducale, ora entrato a far parte del prestigioso circuito delle Residenze Sabaude ed anche per la ricchezza di testimonianze storiche e architettoniche e culturali. Nel centro storico sorge la Chiesa della Confraternita di Santa Marta, opera dell'architetto alladiese Costanzo Michela, che nel ridotto spazio disponibile per la costruzione ha realizzato un capolavoro di architettura tardo-barocca in stile piemontese. Al di fuori dell'abitato sono presenti una serie di costruzioni religiose tra cui il Santuario della Madonna delle Grazie (i tre Ciochè) altra opera del Michela che sorge alle pendici della collina nella omonima frazione delle Grazie e alta sulla cima dalla pendice di Santa Maria il Santuario della Madonna detta la Rotonda per la tipica forma circolare, la cui fondazione risale all'anno Mille. Sulla piazza prospiciente alla residenza ducale ed a esso collegato da una galleria sorge la Chiesa parrocchiale della Madonna della Neve, opera del Birago di Borgaro. Sempre ad Aglié, vicino al centro, l'antica chiesa parrocchiale di San Gaudenzio, in cui sono sepolti i resti mortali del poeta crepuscolare Guido Gozzano. A pochi minuti dal centro storico, verso la collina di Macugnano c'è Villa Meleto, residenza estiva del poeta che in queste terre trovò profondi motivi di ispirazione. Aglié offre inoltre altri scorci incantevoli come la fuga prospettica degli antichi portici del centro e delle vecchie vie del borgo o il silenzio e il verde del laghetto della Gerbola e delle passeggiate intorno al muro di cinta del Parco.


Archivio Storico

L'inventario delle carte della Comunità di Agliè è articolato in tre serie: la prima raccoglie tutta la documentazione fino al Maggio 1800; la seconda comprende il periodo dell'occupazione francese sino al 21 Maggio 1814; la terza, da questa data sino agli atti ancora in corso alla stesura dell'inventario (1991 - Anna Paolino e Franca Porticelli).

carta archivio storico mappa

Tra i documenti più antichi, taluni risalenti al XV sec. , merita una segnalazione la serie di registri censuari e catastali (per esempio il Libro Campagnolo, figurato, redatto nel 1754) e una Mappa del Territorio del 1754 (altra copia è conservata all'Archivo di Stato di Torino - Sez. Riunite), in tela, colorata, di mt. 3,10 x 3,10. formata dal geometra e misuratore Giacomo Schiera "del luogo di Castiglione provincia di Como nello Stato di Milano" essa costituì il punto di riferimento per i successivi registri catastali e Libri Campagnolo.
La mappa è attualmente conservata avvolta, protetta da carta velina, su un rullo di legno, dopo essere stata restaurata nel 1990-1991 dal Comune con il contributo della Regione Piemonte - Ass. Cultura, dal restauratore W. Vinai, Legatoria Artigiana in Asti.
Calendario eventi
<< Settembre 2017 >>
L M M G V S D
28 29 30 31 1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 1

Immagine

SistemaPiemonte

Immagine

è il portale di servizi della Pubblica amministrazione piemontese per i cittadini, le imprese e gli operatori pubblici.

- Registrati -

- Dettagli -



Immagine


CALCOLO IUC 2016

calcoloiuc2017_banners


Immagine